Non ricomponibile.
Freddo alle mani.
Un passo in meno.
L’aria che non entra tutta.
Un angolo girato.
Una schiena che scompare.
La voce rimasta indietro
a fare massa.
Il magone
tenuto fermo,
come si tiene un animale
quando morde.
Folla che inghiotte.
Volti non registrati.
Un corpo ridotto
a informazione minima.
Scale che scendono.
Un arco che vibra.
Una melodia fuori scala
per quel punto preciso del mondo.
Le lacrime non chiedono.
Scivolano.
Insistono.
Arrivano prima del treno.
Il tempo fa il suo mestiere.
Non cura.
Passa.
“Verrà la morte è avrà i tuoi occhi.” - Cesare Pavese