È saliva che insiste

Graffiato sui gomiti
spostava l’aria con le dita
cercando odore di buono.

Odore di bucato
anche se non c’era lavatrice accesa.

Odore di forno
anche se la cucina era fredda.

Odore di pelle pulita
che non chiedesse niente.

La bocca piena
di frasi non dette
e di ferro.

Camminava storto
come chi ha imparato
a tenere in piedi
un vuoto.

L’amore non è promessa.

È pressione.
È saliva che insiste.
È pelle che sbaglia confine.

Sudore freddo
in mezzo alla schiena
quando la memoria
torna senza bussare.

Cercava una mano
che non stringesse.

Una presenza
che non fosse rottura.

Cercava una voce
che non tirasse fuori
solo per poi lasciarla
a metà strada.

Cercava lenzuola
che non sapessero di assenza.

Un cuscino
che non fosse interrogatorio.

Cercava il punto
in cui la fame
smette di essere debito.

Cercava possibilità.

Non pace.
Non ordine.

Ogni tanto
gli tornava addosso
una gentilezza qualsiasi
e gli faceva male
come sale.

Non cercava più carezze.
Cercava tregua.
Cercava odore di buono.

E invece spesso trovava
solo il suo.

Restare senza trattenere.
Restare senza irrigidirsi.
Restare senza diventare
una versione presentabile di sé.

Restare
quando arriva il dopo.

Quel dopo che graffia.
Quando la luce si spegne
e il corpo
fa inventario.

Il sudore colava
non per fatica
ma per eccesso,
come se il corpo stesse tentando
di espellere qualcosa
che non voleva andarsene.

Non è la fine a graffiare.
È l’impronta.

Non è la perdita a devastare.
È l’abitudine al pieno.

L’amore non salva.
Corrode.

Ti convince
che sia oro.


Post popolari in questo blog

Sbattuto in faccia

Taipei? E dov'è?

Collezione di sassi