Collasso caldo
Si alza come una variazione invisibile,
un cambio di densità nell’aria,
un punto che stringe senza contorni
come se una forza minuta cercasse spazio
spingendo da dentro la materia che non c’è.
Non appartiene a nessuno
si impone,
si insinua,
si ripiega su se stesso
come una decisione presa da un’altra parte del mondo.
Prima un avviso sottile
una tensione che si infila tra le superfici
e le inclina
appena
quanto basta a far saltare l’equilibrio di un respiro immobile.
Poi il ritmo cambia
una pulsazione senza nome
che batte in un altrove preciso
sfianca il silenzio
spinge gli spigoli
li arrotonda
li riscalda.
La ripetizione diventa legge.
Una pressione che ritorna
ritorna
ritorna
come se la memoria avesse peso
come se il peso decidesse la direzione.
Il centro si comprime
si apre
si comprime di nuovo
in un ciclo breve e infinito
un’onda interna senza acqua
che scavalca le pause
che dilata gli spazi
che afferra il bordo di ciò che non esiste
e lo trascina un po’ più in là.
Il movimento prende velocità
ma non luogo
accelera senza andare
cresce senza apparire
scavalca tutto ciò che è fermo
e lo fa tremare.
E quando il punto cede
quando la linea si spezza nel suo stesso ritmo
quando l’impulso supera se stesso
tutto implode senza rumore
un collasso caldo
un lampo breve che cambia direzione alla stanza
senza che la stanza si accorga di niente.
Segue una scia non misurabile
un tremore che non obbedisce
una vibrazione sorda che si ripiega
su ciò che resta
su ciò che pulsa ancora
su ciò che pretende un’altra onda
un altro ritorno
un altro picco nascosto.
E così continua
finché l’aria non si assesta
finché la materia non si distende
finché il ritmo non smette di ripetere da solo
quel richiamo muto
che nessuno sente
e che pure sposta tutto.
Dentro di noi c'è una cosa che non ha nome, e quella cosa è ciò che siamo. - José Saramago