Ampolle

Contagocce celebrale di sostanze sparse per il corpo, ciascuna con suo peso specifico ciascuna lunga quanto la sua strada.

In ampolle di vetro affumicato da imprevisti terremoti che aprono cieli sotto ai piedi e capovolgono la gravità lasciando fluttuare le introvisioni.

Apro la bocca per mordere il sapore di un sugo semplice e insinuarmi tra le consistenze di una pasta al dente, la forchetta è il mio scettro, la lingua il mio capocantiere che a sensazione da il suo posto.

Nei piccoli piaceri vive il cuore, nei grandi voli pindarici si applica lo stomaco, nel mezzo la virtù di un guerriero che sta accovacciato in attesa di poter ritrovare il branco.

Il secondo che passa è il primo secondo di vita nuovo che vive ciascuno al di là del proprio ruolo, grandi e bambini, siamo tutti nuovi al tempo che tempo già è passato.

Moto mutato dal motore di un matto che ha montato un mito per sè stesso e lo ha già dimenticato.



La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.” - A. Einstein 

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