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quando piango senza un grido

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Vedi cara, è difficile a spiegare,  è difficile parlare dei fantasmi di una mente.  Vedi cara, tutto quel che posso dire  è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente.  Vedi cara, certe volte sono in cielo  come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.  Vedi cara, è difficile a spiegare,  è difficile capire se non hai capito già...  Vedi cara, certe crisi son soltanto  segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.  Vedi cara certi giorni sono un anno,  certe frasi sono un niente che non serve più sentire.  Vedi cara le stagioni ed i sorrisi  son denari che van spesi con dovuta proprietà.  Vedi cara è difficile a spiegare,  è difficile capire se non hai capito già...  Non capisci quando cerco in una sera  un mistero d' atmosfera che è difficile afferrare,  quando rido senza muovere il mio viso,  quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlar...

Cuore.

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molti piani di interazione con l'interno e con l'esterno molti livelli di giudizio verso l'interno e verso l'esterno molte emozioni condivise fuori e trattenute dentro scambi.costanti.di.sè.incoscenti. si resta nella vita di ciascuna emozione ogni giorno portandola nel grande quadro in divenire. persone che ci insegnano a dire addio. a dire grazie. ad ascoltare una canzone. a notare quel nostro difetto e a riderci su. a mettere la crema dopo la doccia. a bere acqua bicarbonato limone e zucchero per il mal di pancia. a sbucciare una banana dal verso giusto. a raggiungere un orgasmo. a dire la verità. a rispondere ad un’ e-mail di lavoro. a perdonare uno sbaglio. a relativizzare le preoccupazioni. a mettere in discussione tutto quello che c'era prima. memoria storica di ogni minuto che scorre. infinite prime volte. che sono prime ed eterne. In qualsiasi direzione vai,  vacci con tutto il tuo cuore.  (Confucio)

anni che (ti) cambiano

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Cinque anni fa se la memoria non mi confonde stavo seduta ad una scrivania e, circondata dai sospiri artistici dei miei autori e pittori preferiti, anche io sospiravo alzando la testa da quei lunghi testi di economia che a fatica riuscivano a conquistarmi. Sospiravo a lungo con lo sguardo teso, concentrato e assente, aggrappato ai verbi ed alle sfumature di colore più per pretesto che per reale interesse: ormai conoscevo ogni cosa a memoria e proprio grazie a quest'abitudine situazionale non c'era nulla che potesse distrarmi dallo specchio interiore. Irregolare come la traiettoria di una farfalla il pensiero si accartocciava e distendeva a piacere in quei lunghi pomeriggi e senza spostare nessuna crescita o religione. Chissà dove sarò tra vent'anni. O dieci. Chissà che succederà dopo la laurea, e dove vivrò tra cinque anni. Stamattina ho aperto gli occhi in una stanza di una casa che cinque anni fa non esisteva neppure. Ho calpestato un pavimento che mi appartiene, sono inc...